LA VULNERABILITÀ DEGLI STATI NAZIONALI IN UN MONDO CHE CAMBIA. GLI STATI UNITI PROSSIMI AD ABDICARE DAL LORO RUOLO DI DIFENSORI. L’EUROPA IMPREPARATA. LE SFIDE MILITARI E FINANZIARIE EMERGENTI. L’INCERTEZZA GEOPOLITICA IN CRESCITA VERTIGINOSA. L’OPINIONE PUBBLICA IN BAMBOLA SUL RAFFORZAMENTO MILITARE
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Nel fondo apparso sul Corriere della Sera del 16 gennaio 2024, “I nuovi scenari mondiali e l’Europa che non sa difendersi“, Ernesto Galli Della Loggia ritorna sul tema della difesa comune europea, riesaminando la situazione di vulnerabilità dell’Europa, nel contesto geopolitico in rapida evoluzione degli ultimi mesi.
Per circa 70 anni, le democrazie europee hanno goduto del privilegio di ridurre drasticamente le spese militari, affidandosi alla protezione degli Stati Uniti sotto l’ombrello della NATO, che certamente ha favorito un’espansione del welfare (soprattutto nei gloriosi 30 anni), ma ha anche inclinato i rapporti verso un’egemonia politica degli USA sull’Europa.
Questo scenario oggi sta cambiando. Gli Stati Uniti sembrano non essere più disposti o capaci di sostenere il peso della difesa europea. Di fronte a questa realtà, l’Europa si trova impreparata a un impegno militare e finanziario significativo, a causa di un prolungato periodo di stagnazione economica e di tagli alla spesa sociale già in vigore.
In discussione c’è la capacità della classe politica italiana di affrontare questa nuova realtà, in cui non sarà più possibile utilizzare la spesa pubblica per scopi elettorali.
Infine non è da sottovalutare anche la difficoltà dell’opinione pubblica italiana a comprendere e ad accettare la necessità di un rafforzamento militare, a causa di una lunga tradizione culturale e politica contraria all’idea di guerra e di spesa militare.
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